Élisée Reclus a Palermo

by • gennaio 12, 2015 • libri e treni, turismo in treno, viaggiareComments (0)850

Nel 1865 il famoso geografo e anarchico  Élisée Reclus si trova in Sicilia anche per studiare l’eruzione vulcanica dell’Etna. Riportiamo un estratto di sue considerazioni e memorie di viaggio in treno dalla città di Palermo.

Trovansi ancora parecchi capricciosi i quali, cullandosi nella poesia di giovanili rimembranze, considerano le vie ferrate come una deplorabile invenzione e preferiscono alla locomotiva l’antica vettura. Sono gusti! Con costoro è bene mormorare contro i vagoni le di cui scosse continue tartassano i viaggiatori, contro il fischio del vapore che è un diabolico e assordante strumento musicale; ma a dispetto di questi e di molti altri inconvenienti, niuno potrà contrastare che la rapidità e la veloce successione dei paesaggi aggiunga piuttosto che scemi novello prestigio allo spettacolo della natura. Arrogi che in regioni dove la civiltà ha ancora molti assunti da compiere, la vaporiera arreca tutto il fermento delle idee moderne, e che colla sua sola presenza nel vagone di una ferrovia il viaggiatore vi è già quasi un missionario di incivilimento.
Le campagne della Conca d’Oro che attraversa la ferrovia non perdono in amenità paragonate a quelle che fiancheggiano Monte Pellegrino. Un torrente di verzura si inselva tra le spiagge e le balze del Monte Grifone dalle roccie giallastre e cavernose. E’ una continua successione di boschi d’aranci, di paeselli, di antiche torri, di acquedotti alle arcate ineguali, di colli pittoreschi. Bagheria e Santa Flavia fanno pompa dei loro signorili palazzi, delle amene ville, delle splendide chiese. A sinistra il monte Catalfano, sentinella orientale della baia palermitana; la sua base si specchia nel golfo rotondo, le di cui acque bagnavano in tempi da noi remoti la città greco-fenicia al di cui posto non rimane ora che il villaggio di Solunto. Si rasenta la spiaggia, si passano ancora due o tre promontori di scogli, e d’improvviso si entra fra le mura di una vecchia cittadella del medio evo dalle torri merlate. E’ Trabia, ultima tappa della strada ferrata del 1865.

 

brano tratto da:
Eliseo Reclus, Felice Bourquelt, La Sicilia due viaggi. Con prefazione e note di E. NAVARRO DELLA MIRAGLIA, Fratelli Treves, Milano, 1873.  Dapprima pubblicato in Francia: in: Le Mont Etna et l’éruption de 1865 : souvenirs de voyage, in: La Revue des deux mondes, vol. 58, pp. 110-138, 1866;  e in: La Sicilie et l’eruption de l’Etna en 1865. In: Noveau journal des voyages, pp. 385-400, 1866.
Fonte immagine: wikipedia

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